Cronaca

Cadavere in mare a Torre Annunziata: un furto dietro l’orrore

Emergono dettagli sulla vicenda del cadavere trovato in mare da un pescatore a Torre Annunziata nel pomeriggio di domenica 26 febbraio. Un cadavere con una corda al collo e legato a un masso, forse nel tentativo di far sparire ogni traccia del suo cadavere in mare. Il pescatore lo ha notato mentre sceglieva dove posizionarsi per pescare, lungo la spiaggia delle Sette Scogliere, a Rovigliano, periferia di Torre Annunziata come riportato dall’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Cadavere in mare a Torre Annunziata: a trovarlo è stato un pescatore

Il pescatore ha subito allertato le forze dell’ordine e sul posto sono giunti i carabinieri del nucleo investigativo e della compagnia di Torre Annunziata per avviare le indagini. Un’immagine che riporta la mente a trenta, quaranta anni fa, quando questo era il modus operandi di mafia e camorra.

Il cadavere sarebbe di un uomo tra i trenta ed i quaranta anni, con alcuni tatuaggi sul corpo. Finora non sono stati trovato i documenti e, dunque, almeno inizialmente non è stato possibile procedere all’identificazione. Sulla testa presenta segni di violenza, forse perché colpito con un oggetto contundente, pare un martello. Non sono state trovate, invece, tracce di coltellate né ferite da arma da fuoco.

Le indagini

Sarebbe un 46enne di Gragnano con alcuni precedenti alle spalle l’uomo ritrovato privo di vita, con un masso legato al collo, nelle acque della spiaggia delle Sette Scogliere di Rovigliano, alla periferia di Torre Annunziata. A ritrovare il cadavere era stato un pescatore domenica pomeriggio, che aveva visto il corpo riaffiorare dal mare e aveva subito dato l’allarme. Lo riporta l’odierna edizione de Il Mattino. Al momento la Procura ipotizza il reato di omicidio volontario, contro ignoti. Non si esclude nemmeno la pista della camorra.

Annalisa Barra

Annalisa Barra, giornalista del network L'Occhio, è esperta di comunicazione, scrittura Seo, social media e copywriting.

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