Torre Annunziata, produce false certificazioni al giudice

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Produce false certificazioni al giudice, arrestato per usura. È quello che succede ad un uomo già gravato da numerosi precedenti penali

TORRE ANNUNZIATA. Produce false certificazioni al giudice, arrestato per usura. È quello che succede ad un uomo già gravato da numerosi precedenti penali che è stato arrestato.

Torre Annunziata, produce false certificazioni al giudice, arrestato

Arrestato dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata un uomo gravato da numerosi precedenti penali. L’uomo, era stato colpito nel marzo dello scorso anno dalla misura del fermo di indiziato di delitto emessa dalla locale Procura della Repubblica in quanto ritenuto responsabile di gravi condotte di usura ed estorsione perpetrate nei confronti di un imprenditore che versava in uno stato di difficoltà economiche e che era stato fatto oggetto di continue minacce, anche di morte, da parte dell’arrestato.


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La falsa documentazione

Dopo aver ottenuto, lo scorso agosto 2018, la custodia cautelare ai domiciliari, la difesa dell’imputato presentava al competente giudice apposita istanza per autorizzare l’assistito a lasciare l’abitazione allo scopo di eseguire, in Villa Literno, controlli ed esami prodromici all’accertamento dello stato di tossicodipendenza. A tal fine, veniva allegata falsa documentazione sottoscritta dal responsabile di una comunità terapeutica, con la quale si attestava che lo stesso aveva svolto, in passato e per un periodo prolungato, sedute di psicoterapia presso quel centro.

Gli accertamenti dei militari

Gli approfonditi accertamenti eseguiti dai militari della Compagnia sotto il coordinamento del PM dottoressa Lauri, portavano alla luce una realtà del tutto diversa, facendo emergere che l’indagato, contrariamente a quanto fittiziamente attestato, a partire dalla metà di settembre 2017, non si era mai allontanato dalla provincia di Napoli per recarsi al citato centro terapeutico. Pertanto, la locale Autorità Giudiziaria emetteva apposita ordinanza applicativa della misura cautelare e il destinatario è stato, quindi, tradotto presso il carcere di Poggioreale.

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