Cronaca

Truffe agli anziani in molte regioni italiane: 31 indagati

NAPOLI. Ancora truffe ai danni di persone anziane. Questa volta i responsabili hanno formato un vero e proprio gruppo “specializzato” che ricercava i nomi delle potenziali vittime sulle Pagine Bianche e poi agiva. A scoprire l’associazione di criminali sono stati i carabinieri di Reggio Emilia, che hanno lavorato in collaborazione con i colleghi di Puglia, Calabria, Lazio, Lombardia e Campania, in un’operazione chiamata “Porta a Porta”. La notizia è riportata da Il Mattino.

Truffa agli anziani: la banda in manette

Sono 31 gli indagati in seguito all’operazione sopra descritta. Questi agivano su quasi tutto il territorio nazionale truffando gli anziani. A seguito delle indagini sono state eseguite perquisizioni ed arresti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Reggio Emilia – su richiesta del pubblico Ministero Maria Rita Pantani.

Sono stati circa 100 i colpi commessi in tutta Italia dai truffatori per un fatturato stimato in circa mezzo milione di euro. I colpi fruttavano non meno di 4.000 euro l’uno fatta eccezione per un caso, in Liguria, dove una anziana è stata derubata di preziosi e gioielli per 100.000 euro. Nel corso delle indagini sono state colti in flagranza di reato 12 truffatori – 4 arrestati e 8 denunciati – e recuperate somme e preziosi provento dei reati. I dettagli dell’indagine verranno spiegati alle 12 in una conferenza stampa al comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia.

Gli indagati sono per la maggior parte originari di Napoli o della provincia del capoluogo partenopeo. L’inchiesta dei carabinieri ha portato a documentare 88 truffe perpetrate ai danni degli anziani in diverse regioni italiane dall’inizio del 2016 a oggi; sono 33 quelle architettate in provincia di Reggio Emilia.

Quattro arresti e otto denunce erano scattati nel corso dell’inchiesta. L’organizzazione si avvaleva di un sistema per raggirare le vittime.

“È stata un’indagine molto complessa data anche l’attitudine degli indagati di cambiare telefoni e schede con grande rapidità, proprio per non consentire di individuarli – ha detto il colonnello Antonino Buda – È stata grande la determinazione nel contrastare un genere di reato ignobile, per le conseguenze anche psicologiche che può provocare nelle vittime, persone cui in certi casi è stato sottratto quanto faticosamente risparmiato anche nel corso di una vita”.

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