Cronaca

Napoli “in guerra”: tutti gli omicidi di camorra in città e in provincia

NAPOLI. È una città in guerra quella che emerge dalla lettura della lista degli omicidi di camorra susseguitisi nel corso del 2017. Lo scorso anno, infatti, le faide tra clan camorristici hanno portato alla compilazione di un vero e proprio bollettino di guerra, tra omicidi e vendette che portano le vittime di questa carneficina a raggiungere quasi le 30 unità.

Ecco tutti gli omicidi di camorra commessi a Napoli e in provincia nel 2017.

Gli omicidi di camorra a Napoli e provincia nel 2017

A inaugurare questa lunga e triste lista di morti, riportata da Internapoli.it, è Renato Di Giovanni. Ucciso il 27 gennaio 2017, il giovane di Soccavo fu raggiunto da colpi d’arma da fuoco in via Epomeo. La sua vita si spense a soli 21 anni. Più volte, come hanno ricostruito le forze dell’ordine, il giovane fu visto in compagnia di alcuni esponenti del gruppo dei Vigilia, nemici delle famiglie Grimaldi e Sorianiello.

A febbraio la mattanza riprende con l’uccisione di Antonio Varricchio, 52enne titolare di un’azienda operante nella macellazione delle carni. L’uomo, di Crispano, viene ucciso dai killer che lo affiancano mentre è in auto.

A marzo ancora esecuzioni: Antonio Vitale, 53 anni per le forze dell’ordine elemento di spicco del clan Cennamo (Crispano-Cardito), viene ucciso sempre a Crispano.

Omicidi di camorra in primavera

Ad aprile, stavolta tra Licola e Varcaturo, viene ucciso il 51enne Michele Lorenzetti, anche lui di Soccavo. Probabilmente, come ricorda lo stesso Internapoli.it, l’uomo era in attesa di qualcuno e tentò di fuggire non appena vide i sicari, che forse conosceva.

A maggio la zona più calda diventa Miano. Nel quartiere settentrionale di Napoli, da tempo dominato dai Lo Russo, la faida tra clan porta innanzitutto agli omicidi di Carlo Nappello, zio e nipote, vicini all’ex boss Antonio Lo Russo.

A Napoli, intanto, un giovane di nome Carmine Picale, 29 anni, viene ucciso in un pub nella zona di Chiaia. Sempre a maggio, Afragola si tinge di sangue con un uomo di 72 anni, Salvatore Caputo, ucciso a colpi di pistola e il cui corpo sarà ritrovato in un’auto in via Benedetto Croce. A Giugliano, poi, si spara nei pressi del municipio. Le vittime sono padre e figlio: Vincenzo ed Emanuele Staterini, rispettivamente 50 e 29 anni. Staterini è il cognato di Patrizio Vastarella considerato il boss dell’omonimo clan attivo al rione Sanità, rione Fontanelle.

Gli omicidi di camorra nell’estate del 2017

A giugno si spara ancora: ad Afragola viene assassinato Remigio Sciarra, 52 anni, ucciso mentre era in auto con la sua famiglia (moglie, ferita ad una mano, figlio 15enne e un amico del figlio). L’uomo era considerato vicino al clan Cennamo.

Sempre a giugno, stavolta in area vesuviana, a Boscotrecase, a farne le spese con la vita è Alberto Benvenuto Musto, 32enne di Torre Annunziata.

A luglio, di nuovo a Giugliano, viene ucciso Enis Mahmoudi, 22enne di origini marocchine, ritenuto vicino agli scissionisti del clan Mallardo.

Ad agosto anche le armi vanno in ferie. A settembre, però, a Napoli si uccide ancora: le vittime sono Eduardo Amoroso e Salvatore Dragonetti, uccisi nel quartiere San Lorenzo. Nello stesso periodo, nel Parco Verde di Caivano, viene ammazzato Giuseppe Raimo, 52 anni. Sempre a settembre si uccide a Scampia: nelle palazzine del Lotto t/a viene giustiziato Nicola Notturno, 21enne nipote di Gennaro Notturno, scissionista e da pochi giorni pentito.

A ottobre gli spari si sentono anche a Casola. Qui muore Ciro Orazzo, 54 anni, ucciso nella frazione Fuscoli, che rientra nel territorio di Lettere. Poco dopo viene ucciso “Lello Cartolandia”, Raffaele Russo, ritenuti vicino al clan Moccia.

A novembre uno degli omicidio che ha colpito maggiormente l’opinione pubblico nel corso del 2017: a Casalnuovo di Napoli, in via Cesarea, i sicari uccidono madre e figlio: si tratta di Immacolata De Rosa, 55 anni, e Clemente Palumbo, 34 anni. Poco prima era stato ucciso anche Ciro Nocerino, il cui omicidio potrebbe essere legato alla faida tra clan De Micco e gruppi vicino al clan Sarno. A fine mese viene ucciso anche Gennaro Verrano, stavolta a Napoli.

L’anno si conclude con la morte di Vincenzo Provisiero, ex esponente del clan Vollaro. Dagli omicidi di camorra, inoltre, l’escalation peggiora in quanto inizia a tenere banco il tema delle baby gang violente. Un fenomeno ancor più preoccupante che continua a creare timore e paure anche nel corso dell’anno corrente.

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