La vedova del poliziotto Apicella: “Nostri sogni spezzati dai banditi in fuga”

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La vedova di Pasquale Apicella: "Nessun perdono per chi ha ucciso Lino. In quella macchina sono morta anche io, insieme a mio marito"

La vedova di Pasquale Apicella racconta il dolore per la morte del marito. L’agente scelto del commissariato Secondigliano ha perso la vita la notte fra il 26 ed il 27 aprile mentre era alla guida dell’auto in servizio di pattuglia. Stava inseguendo una Audi A6 con a bordo tre bosniaci di etnia Rom che avevano tentato di svaligiare un bancomat. Arrivati in via Minichini, la volante della polizia viene investita in pieno dalla vettura dei banditi portando alla morte dell’agente.

Parla la vedova di Pasquale Apicella

Giuliana Ghidotti, moglie di Pasquale Apicella, ha risposto alle domande di Repubblica raccontando: “In quella macchina sono morta anche io, insieme a mio marito. Nessun perdono, chi ha ucciso Lino deve restare in carcere. Lino era un grande uomo. E per noi era tutto.

Non gli mancava mai il sorriso, era disponibile e presente nonostante il lavoro gli portasse via tanto tempo. Mio marito era il punto di riferimento non solo per me, ma anche per gli amici, la famiglia e spesso anche per le persone estranee. Se poteva aiutare qualcuno, non ci pensava due volte”.

I sogni

“Sognavamo quello che avevamo già: una famiglia, una casa comprata con tanti sacrifici, tante e rinunce e un mutuo. Non desideravamo niente. Eravamo completi. Era nato per la divisa, la indossava in modo fiero ed io ero fiera che mio marito indossasse una divisa, perché era un’anima buona e poteva fare solo del bene. Era nato per proteggerci e per proteggervi”.


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