Via Marina, gli operai non stipendiati da mesi si ribellano

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Napoli, gli operai, dopo mesi di contributi arretrati, hanno deciso di ribellarsi e rivolgersi al Ministro Luigi di Maio per la situazione insostenibile

Gli operai del napoletano, dopo mesi di stipendi arretrati, decidono che solo la rivolta potrà assicurargli una retribuzione. Sono mesi, infatti, che non sono stipendiati.

La rivolta degli operai di Via Marina

NAPOLI. Erano ormai mesi, che gli operai di Via Marina attendevano il versamento dei contributi e degli arretrati, quando hanno deciso di iniziare una rivolta. La decisione è stata quella di rivolgersi, per via dell’insostenibile situazione, al Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio.


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Gli ex dipendenti del Consorzio dallo scorso marzo hanno deciso di abbandonare il cantiere, che nel frattempo è caduto nel degrado. Molti di loro avanzano però ancora pagamenti arretrati mentre altri sono in una situazione di contenzioso con l’azienda.

Giovedì, una delegazione di ex operai era presente con un picchetto alla consegna delle aree al Comune. Preparando manifestazioni di protesta in occasione del passaggio di consegne alla nuova ditta.

Il disappunto degli operai

«Il Comune di Napoli – attacca Massimo Sannino, della Filca Cisl – si era impegnato a farsi carico delle spettanze arretrate dei lavoratori, sostituendosi alla ditta nei pagamenti, qualora ce ne fosse stato bisogno. Ci era stata assicurata l’esistenza di una polizza assicurativa a copertura di problemi di questo tipo. Che fine ha fatto? Tra i lavoratori c’è tensione e non si escludono blocchi al momento del riavvio del cantiere. Chiediamo all’amministrazione di onorare l’impegno, perché le famiglie sono allo stremo».

Le parole per il Ministro

«Tuteli i diritti di chi ha lavorato anche di sera e nei giorni di festa. I lavori sono stati realizzati all’85%: rimossi tutti i basoli, sostituiti con l’asfalto. Venga a vedere.

Si tratta di un’opera da oltre 20 milioni di euro, di cui si rischia di perdere i fondi. Crediamo ci sia un interesse nazionale affinché questo non avvenga»

Continua, «Abbiamo scritto al vicepremier – spiega Luigi Di Gennaro, ex operaio e attuale custode giudiziario di un’area sequestrata all’interno del cantiere – affinché la vertenza di Via Marina possa arrivare sul tavolo delle massime istituzioni, considerando l’importanza dei lavori. Di Maio faccia luce su questa vicenda».

I lavori

La ripresa del cantiere non è ancora iniziata. La nuova società che ha accettato di proseguire i lavori a dicembre non ha ancora firmato il contratto e, prima di iniziare è in attesa della presentazione del piano dei lavori da parte del Comune.

Il termine ultimo per la consegna, nel frattempo, è marzo. Intanto il Comune studia un metodo per collaudare solo metà strada, rimandando l’altra parte dei lavori, e permettere di riattivare il servizio del tram, in modo da non perdere i fondi europei. Nei prossimi giorni la questione sarà posta ad una commissione Infrastrutture.

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