Curiosità

Vini, cresce la voglia di made in Italy nel mondo

Il Made in Italy del vino continua a riscuotere grande successo a livello globale: ad attestarlo è l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), che ha appena pubblicato un report basato sulle elaborazioni dei dati Istat riguardanti i primi tre mesi del 2019.

Proprio il raffronto tra questi dati e quelli risalenti allo stesso periodo del 2018 evidenzia una ulteriore crescita dell’export pari all’8%, con poco meno di 5 milioni di ettolitri di vino consegnati fuori dai confini nazionali. Un risultato che suona come autorevole conferma di una tendenza sempre più consolidata.

Il vino made in Italy cresce ovunque

Per quanto concerne i dati riguardanti i singoli Paesi, se la penetrazione del vino italiano fa registrare un incremento del 4% negli Stati Uniti e in Germania, in quelli concorrenti, ovvero Francia e Australia, mette a segno avanzate molto più consistenti, nell’ordine del 10,1 e 18,5%.

Dati considerati estremamente importanti, in quanto vanno a premiare tutta la filiera produttiva del vino, mostrando una crescita diffusa e che dovrebbe continuare anche nei prossimi anni, nonostante la nube all’orizzonte rappresentata dai dazi doganali ideati da Donald Trump in risposta ai sussidi europei a Airbus. Su questo successo influisce anche la diffusione del concetto di enoteca online, grazie al quale è possibile vendere in rete in tute le parti del mondo con un semplice click.

L’exploit dei vini fermi in bottiglia

I dati pubblicati da ISMEA evidenziano in particolare la notevole performance messa a segno dai vini fermi in bottiglia, che nel corso del periodo preso in considerazione hanno sfiorato i 2,5 milioni di ettolitri di export, equivalenti ad una crescita del 6%.

Se fa registrare una lieve flessione il mercato degli Stati Uniti (-2%), fanno da contraltare le crescite dell’export verso la Germania, +13%, e sul mercato del Regno Unito,  ove i nostri vini fanno registrare un effervescente +24%.

La frenata degli spumanti

In un quadro considerato estremamente lusinghiero, l’unico dato in lieve controtendenza è quello degli spumanti che fanno registrare nel primo trimestre dell’anno una flessione della propria crescita, limitata al 2%. Un risultato che secondo gli esperti sarebbe da addebitare in particolare alla frenata fatta registrare dall’Asti.

Cresce invece in maniera esponenziale, sempre all’interno del comparto, il Prosecco che riesce a fare da locomotiva non solo al segmento degli spumanti ma all’intero settore vinicolo. Anche in questo caso, però, stanno montando le preoccupazioni relative all’ormai imminente Brexit, promessa per la fine del mese di ottobre dal nuovo Premier, Boris Johnson.

Preoccupazioni derivanti dal fatto che proprio il Prosecco è il vino largamente favorito dai consumatori inglesi all’interno del variegato paniere di prodotti provenienti dal nostro Paese.

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