Cronaca

Nisida, agente picchiato dopo la perquisizione di fine anno

NAPOLI. Altro episodio di enorme gravità tra le mura del carcere di Nisida. Dopo la perquisizione del 30 dicembre che ha portato alla scoperta di dosi di droga nelle celle, un agente penitenziario è stato sequestrato e aggredito da un gruppo di detenuti dell’istituto di detenzione minorile.

Le ferite dovute al pestaggio sono state giudicate guaribili in 21 giorni.

«Picchiato senza pietà»

“L’agente – spiega Angelo Urso, segretario generale della UIL PA Polizia Penitenziaria – a quanto pare mentre era impegnato ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti dall’interno delle celle è stato aggredito dal detenuto lavorante addetto al servizio che, giunti all’altezza dell’ultima, ha approfittato della situazione aggredendolo alle spalle, spalleggiato da altri due detenuti intervenuti immediatamente dopo. Gli avrebbero sottratto le chiavi e, quindi, lo avrebbero chiuso all’interno della cella per poi aprire tutti gli altri detenuti, non prima però di averlo picchiato selvaggiamente e senza alcuna pietà“.

“Il senso d’impunità che si respira nelle carceri italiane – prosegue Urso – favorisce il proliferare di eventi critici. Ciò che è drammatico, se fosse confermato, è che il gesto in questione pare abbia all’origine una rivalsa nei confronti del personale ritenuto responsabile di aver realizzato, qualche giorno fa, una perquisizione straordinaria all’interno dell’istituto minorile che ha portato al rinvenimento e al sequestro di sostanze stupefacenti. In altre parole chi gli ha rovinato la festa di Capodanno doveva in qualche modo pagare, alla faccia di tutte le opportunità trattamentali e di rieducazione che l’istituzione carcere si sforza di assicurare”.

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