Somma Vesuviana, 60 commercianti consegnano le chiavi delle attività al sindaco

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Protesta dei commercianti a Somma Vesuviana: in 60 a braccia incrociate. Un'iniziativa improvvisa e fortemente simbolica che testimonia l'emergenza sociale

Protesta dei commercianti Somma Vesuviana. Anche in provincia di Napoli molti commercianti hanno deciso di incrociare le braccia contro le decisioni governative in merito alla riapertura delle attività consegnando simbolicamente le chiavi ai sindaci.

La protesta dei commercianti Somma Vesuviana

Oggi più di 60 commercianti mi hanno consegnato le chiavi delle loro attività. Un’azione fatta concretamente da loro ma che nella realtà ha rappresentato l’intera categoria dei commercianti e tutti i commercianti.  E’ stato un gesto davvero forte, simbolico ma forte e che non dimenticherò. Un gesto che non ha precedenti e non posso che testimoniare a tutti i commercianti la mia vicinanza. Io sono al fianco di tutti i commercianti di Somma Vesuviana.  Le macerie di questo dramma stanno venendo fuori con tutta la loro forza. Speriamo di rialzarci. E’ il momento di pensare alle imprese. E’ il momento di trovare quella liquidità necessaria da garantire le aziende. Da parte mia cercherò di valutare tutte le azioni possibili nell’ambito del rispetto della legalità e delle norme vigenti al fine di contribuire ad un abbassamento delle imposte o addirittura ad una sospensione.
Io sono al loro fianco.  In queste ore ne stiamo verificando la fattibilità nelle more dei bilanci. In più dobbiamo contrastare con forza anche il fenomeno dell’abusivismo che potrebbe annidarsi negli spazi di questa emergenza sociale. Mi giungono, purtroppo già notizie che vanno in questa direzione. In queste ore scriverò al Governo affinché si possano valutare azioni di riapertura garantendo la sicurezza, di legalità e soprattutto di aiuti alle imprese”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, che in questi minuti ha lanciato un appello forte e senza precedenti.

Il pensiero dei commercianti

Oggi circa 60 commercianti hanno consegnato le chiavi delle loro attività, in piazza, nel rispetto del distanziamento sociale e con mascherine. Un’iniziativa improvvisa e fortemente simbolica ma che testimonia l’emergenza sociale di oggi.
Oggi eravamo in 60 ma sicuramente abbiamo rappresentato posizione e pensiero di tutti i commercianti. Di certo non viviamo con i 600 euro. Non si è provveduto a sospendere le utenze che mensilmente arrivano. Inoltre ancora ad oggi non è stata versata la cassaintegrazione. Bar, ristoranti, pizzerie, parrucchieri, fotografi, centri estetici, pasticcerie, imprese manifatturiere, ludoteche, ambulanti, strutture per ricevimenti, artigiani, negozi di abbigliamento, tutti sono abbandonati e vivono nella grande incertezza. Tuttavia ci viene chiesto di riaprire con limitazioni commerciali – ha dichiarato Carmine Carotenuto, in rappresentanza di ben 60 commercianti di Somma Vesuviana –  riduzioni di orari, riduzione di personale, con importanti sforzi economici per rispettare le normative igienico sanitarie. Noi siamo il motore dell’economia locale e nazionale. Noi paghiamo le tasse con le quali a sua volta lo Stato paga servizi, pensioni e stipendi . Ora che sia il Governo a sostenerci. Chiediamo: abolizione delle tasse e contributi per tutto il 2020, riapertura con regole uguali per tutti che garantiscano la sicurezza di tutti, sostegno economico a fondo perduto ed al massimo prestiti diretti con lo Stato, ad interessi zero e diluiti in 20 anni. E soprattutto chiediamo meno burocrazia. Dunque oggi abbiamo consegnato le chiavi delle nostre attività al sindaco della nostra città, Somma Vesuviana”. 
Intanto la situazione attuale a Somma Vesuviana è la seguente: Clinica di Santa Maria del Pozzo 24 positivi, in città il totale è di 25 casi di cui 10 guariti, 2 deceduti, 13 attuali positivi.

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