Cultura ed Eventi

Renato Balsamo, la presentazione del libro omaggio in sala consiliare

SORRENTO. Un libro omaggio per celebrare la memoria e l’opera dell’artista Renato Balsamo. L’evento di sabato 2 dicembre, alle ore 11, presso la sala consiliare del Comune di Sorrento, è in realtà un appuntamento col ricordo e con i sentimenti.

Il libro “Renato Balsamo” è ricco di contenuti importanti che portano le firme di personaggi come Vittorio Sgarbi, Alfonso e Livia Iaccarino, Giuliana Gargiulo – curate da Nino Apreda, Lello Vinaccia e Angelo Valentini. Questi ed altri scritti mirano a ripercorrere l’eredità artistica ed umana del pittore ed incisore, scomparso lo scorso anno, che divise la sua attività tra la penisola sorrentina e Cortina d’Ampezzo.

 

La presentazione

 

Ad intervenire alla presentazione del volume “Renato Balsamo” saranno il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, l’assessore alla Cultura, Maria Teresa De Angelis, Angelo ed Andrea Valentini, Carmine Giudici, Antonino Siniscalchi, Gualtiero Bellucci e Lello Vinaccia, moderati da Nino Apreda.

Renato Balsamo nacque a Napoli nel 1937 da genitori sorrentini. Iniziò gli studi artistici nel 1953 presso l’Istituto Statale d’Arte di Sorrento e già dal 1954 partecipa a mostre nazionali e internazionali. Trasferitosi a Torino nel 1957, continuò qui i suoi studi e si iscrisse all’Accademia di Belle Arti, per poi passare all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove si diplomò nel 1961. Soggiornò per un periodo intenso di ricerca e di studio in Spagna prima di trasferirsi a Cortina d’Ampezzo per iniziare l’attività di docente presso il locale Istituto Statale d’Arte e dove ricoprirà per quasi quarant’anni la carica di direttore del museo intitolato al collezionista Mario Rimoldi. Influenzato da De Chirico e Boecklin, Paolucci e Chiarrocchi, Balsamo ha esposto le proprie opere nelle più prestigiose gallerie italiane.

Con queste parole, anche Vittorio Sgarbi ha voluto partecipare al ricordo dell’artista: «I suoi inconfondibili ulivi, le sue costiere, le sue nature morte sono più vere del vero, ambiscono, anzi, a sostituirsi ad esso».

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