Cronaca

Stupro Marechiaro, i tre minori dal carcere alle pizze

NAPOLI. Dal carcere minorile a un forno a legna a impastare pizze. Da una casa circondariale a un programma di recupero per aspiranti pizzaioli, dalla prospettiva di una condanna che ti segna a vita a un beneficio che potrebbe cancellare tutto: estinguere il reato, cancellare ogni traccia delle accuse mosse dalla procura dei minori di Napoli. Lo riporta il quotidiano Il Mattino.

È questa la traiettoria processuale offerta a tre minori, che hanno ottenuto in questi giorni la cosiddetta «messa alla prova», con una liberazione anticipata e la possibilità di un reinserimento assistito dai servizi sociali. Lavoro, artigianato, riabilitazione.

Dalla cella alla pizza

Insomma, dalla cella alla pizza, per i tre protagonisti di una vicenda di cronaca drammatica, avvenuta pochi mesi fa nei pressi di Marechiaro. Uno stupro di gruppo, violenza consumata su una minore, «costretta» in una fase successiva ad improvvisarsi detective, a stanare i responsabili via facebook.

Brutta pagina di cronaca, che fa registrare uno snodo decisivo dinanzi al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Napoli. In sintesi, i tre minori possono lasciare la cella, a distanza di soli pochi mesi di detenzione all’interno degli istituti minorili della regione.

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