Politica

5 giugno 1968, 50 anni dall’assassinio di Bob Kennedy

Teorie del complotto, tanta paura negli Stati Uniti e anni di misteri. A 50 anni di distanza, l’assassinio di Bob Kennedy – fratello dell’ex presidente Usa J.F. Kennedy (assassinato quattro anni prima) – continua a rappresentare una grande ferita nella storia degli States e del mondo intero.

L’assassinio di Robert Kennedy

Robert Francis Kennedy, senatore del Partito democratico statunitense, aveva da poco vinto le primarie in California e – per molti osservatori dell’epoca – sembrava destinato ad arrivare alla Casa Bianca. Fu molto impegnato, tra le altre cose, nella lotta a Cosa Nostra negli Stati Uniti e, così come il fratello, passerà alla storia per le battaglie portate avanti nel campo dei diritti umani.

L’assassinio di Bob Kennedy si consumò poco dopo la mezzanotte del 5 giugno 1968 nell’Hotel Ambassador, dove il candidato democratico stava salutando il personale di servizio dopo la vittoria alle primarie.

Atteso in un’altra ala dell’hotel per annunciare alla stampa la vittoria, il Senatore ed ex Ministro della Giustizia percorse gli stretti corridoi adiacenti alle cucine protetto soltanto da due bodyguard privati e dall’agente dell’FBI William Barry.

Roberto Kennedy fu ucciso da un cittadino giordano di origini palestinesi Sirhan Sirhan che gli sparò utilizzando una pistola calibro 22. Kennedy fu colpito  in tre punti: un proiettile attraversa la spalla, uno penetra nel collo e l’altro, che si rivelerà fatale, si conficcava a frammenti nel cervello dopo essere entrato poco sotto l’orecchio destro.

Mentre l’attentatore veniva bloccato dalla sicurezza ad un soffio dal linciaggio, i colpi esplosi da Sirhan avevano ferito altre 5 persone che si trovavano a breve distanza dalla vittima.

La moglie di Robert, Ethel, in attesa dell’undicesimo figlio, era presente mentre Bobby agonizzava ancora cosciente, sincerandosi delle condizioni degli altri feriti .

Kennedy fu trasportato all’ospedale più vicino per essere stabilizzato dopo un massaggio cardiaco e quindi trasferito al Good Samaritan Hospital dove è sottoposto ad un delicato quanto inutile intervento chirurgico. Robert Kennedy non riprenderà mai conoscenza e morirà all’1:44 del 6 giugno 1968.

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