Cronaca

Acqua inquinata a Napoli: vietati i tuffi dal lungomare a Posillipo

Il Comune di Napoli ha disposto con una ordinanza idivieto di balneazione per quasi l'intera fascia costiera partenopea

Niente bagni e tuffi fino al lungomare Posillipo. Nella giornata di ieri il Comune di Napoli ha disposto con una ordinanza il divieto di balneazione per quasi l’intera fascia costiera partenopea a causa di livelli altissimi di sostanze inquinanti e batteri fecali. La decisione arriva proprio all’inizio del weekend rovinando i piani di numerosi cittadini che avrebbero affollato le spiagge per trovare un pò di refrigerio dal caldo.

Mare inquinato a Napoli: scatta il divieto di balneazione, ecco dove

Non ci si potrà tuffare al Lido Mappatella, a Marechiaro o alla Gaiola. “La balneazione – è scritto nell’ordinanza diffusa ieri dalla Giunta de Magistris – è interdetta nelle acque prossime a piazza Nazario Sauro, in via Partenope, in via Caracciolo, nella zona di Palazzo Donn’Anna, Posillipo, Capo Posillipo, Punta Nera e Marechiaro“.

In pratica tuffi vietati in tutta la fascia costiera cittadina. Chi proprio non vorrà rinunciare a un po’ di mare oggi e domani sarà costretto ad andare in provincia per fare il bagno e – ancor peggio – la ripresa della balneazione non potrà avvenire, quasi sicuramente, prima del prossimo giovedì nella migliore delle ipotesi.

L’allarme dell’Arpac

Martedì scorso i tecnici dell’Arpac hanno provveduto al monitoraggio lo stato delle acque marine. Dai campionamenti effettuati è emersa la presenza di valori oltremodo fuori norma di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali: i due indicatori batterici ritenuti cruciali per rilevare la contaminazione fecale delle acque dall’Oms. Giovedì sera, a mezzo pec, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha informato il Comune che – a norma di legge – non poteva far altro che emettere un‘ordinanza per il divieto di balneazione per non mettere a repentaglio la salute dei bagnanti che andrebbero così incontro al serio rischio di contrarre infezioni.

LA DIFESA

La causa di questo alto livello di inquinamento sarebbe da ricercare nelle abbondanti precipitazioni avvenute domenica e lunedì scorsi che hanno riempito all’inverosimile gli impianti fognari e fatto versare a mare anche le acque nere. “Il campionamento – spiega l’assessore con la delega al Mare, Francesca Menna – è avvenuto proprio a ridosso delle precipitazioni temporalesche che solitamente causano questi problemi”. Mai però negli ultimi anni l’Arpac aveva rilevato livelli di inquinanti sulla costa così alti. Dati elevatissimi anche in zone storicamente considerate con un livello di salubrità delle acque eccellente come, ad esempio, è sempre avvenuto a Marechiaro dove il mare raggiunge stabilmente una valutazione a 3 stelle, il massimo nella scala di valori fissata dall’Arpac, che assegna una sola stella dove la balneazione è considerata sufficiente e 2 stelle quando è buona.

Fonte: Il Mattino

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