Cronaca

Pro e contro, della chiusura via Caracciolo al traffico, l’esempio di via Partenope

Si va verso la chiusura al traffico di via Caracciolo. È una vicenda, questa, che quotidianamente affligge gli automobilisti e chi viaggia sui mezzi pubblici. Essa sollecitò un intervento di Paolo Mancuso su «la Repubblica» che analizzò il bilancio di quello che rappresenta un grande vanto del sindaco, via Partenope chiusa al traffico.

Sulla bilancia i pro e i contro della chiusura di via Caracciolo al traffico

La pedonalizzazione di via Partenope è “scaturita dalla necessità di porsi alla pari con l’altra grande pedonalizzazione della sindacatura di Antonio Bassolino, quella di piazza Plebiscito”, così scriveva Mancuso. Lo stesso poneva, però, ben in evidenza la differenza tra le due operazioni, giudicando negativamente la pedonalizzazione di via Partenope.

La mancanza di un’analisi preventiva dei flussi di traffico caratterizzò negativamente la chiusura di quella che rappresenta un’insostituibile arteria di scorrimento. Tra i benefici c’è da considerare il relativo miglioramento dell’immagine della città agli occhi del turista, nonché l’accresciuto godimento del lungomare da parte dei cittadini.

I costi

Costi concreti, invece, sono quelli dovuti al traffico costretto a deviare interamente su via Giorgio Arcoleo; in totale il costo di questa desertificazione feriale venne calcolato in non meno di 60 milioni di euro all’anno.

Lo smog

Senza considerare l’incremento dello smog derivante dalla rallentata circolazione degli automezzi, mentre un fluido traffico sul lungomare gode per altro del beneficio della brezza marina che vi spira. Valutare il costo connesso agli effetti tossici di tutto ciò su abitanti e frequentatori delle zone interessate è quanto mai arduo e in nessun modo comparabile con qualsiasi altro beneficio. Orbene, a confronto, i costi di un’eventuale sciagurata pedonalizzazione di via Caracciolo e del Viale Dohrn sarebbero enormemente superiori. Una vera follia!

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