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Il carnevale della bellezza nel rione Sanità insieme ad un mare di colori

Il carnevale della bellezza nel rione Sanità insieme ad un mare di colori. Il quartiere riempito di colori e di bellezza per il carnevale.

Il carnevale della bellezza nel rione Sanità insieme ad un mare di colori

Riappropiarsi dei luoghi comuni e sfatare quelli che simbolicamente appartengono alla narrazione negativa che si fa del quartiere: bellezza, cura e comunità sono le tre parole che hanno ispirato i costumi del decimo Carnevale sociale del quartiere Sanità di Napoli. Un mare di colori portato in strada dalla gioia dei bambini delle scuole e della rete educativa territoriale, che ha sfilato da Piazza Cavour fino al parco San Gennaro, nel cuore del quartiere, recentemente balzato sul grande schermo con “La paranza dei bambini”, il film del diretto da Claudio Giovannesi, basato sull’omonimo romanzo di Roberto Saviano, che descrive l’ascesa di un gruppo di ragazzi nella scena criminale della città.


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Investire nel quartiere

Un racconto di finzione che trova in parte riscontro nella realtà, come conferma Alex Zanotelli, padre comboniano da anni attivo sul territorio. «Io vivo in Piazza Sanità e mi accorgo di quello che succede tutte le notti – ha spiegato – è una realtà drammatica perché prima di tutto non c’è un serio investimento nella scuola, altro luogo comune». Il quartiere a breve avrà il primo asilo comunale della zona, ma la dispersione scolastica resta molto alta, così come la percentuale dei bocciati. «È chiaro che poi questi ragazzini diventano le babygang, piaccia o non piaccia questa parola. Il problema è che io vedo come agiscono, dobbiamo affrontare il fenomeno dando loro la possibilità di una scuola seria e di luoghi dove poter giocare, esprimersi. Altrimenti questa città non potrà vivere».

Il pilastro del quartiere

Per il presidente della muncipalità, Ivo Poggiani, le educative e delle scuole del territorio «si confermano uno dei pilastri della comunità di questo quartiere. Dobbiamo continuare su questa strada anche in virtù degli episodi che hanno riguardato una serie di ragazzini più piccoli. Riappropriarsi dei luoghi, degli spazi di socialità, è fondamentale per la crescita e lo sviluppo sano di questi ragazzi. Rompere i luoghi comuni significa raccontare anche questo: il bello, il colore, la grande forza, unione e rete di questa municipalità».

Non solo l’emergenza educativa. In linea con il tema di questa edizione del Carnevale anche quello di spazi di ricreazione negati rappresenta invece per padre Zanotelli un’occasione mancata. «Uno dei diritti di questi ragazzini è proprio il gioco. Non è concepibile che non ci sia un campo dove questi bambini possano andare a giocare. Dobbiamo incominciare a far sì che i luoghi comuni diventano luoghi dove soprattutto i bambini possano sfogarsi».

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