Politica

Caso Cesaro, il giudice all’incontro di Fi: scoppia il caso

NAPOLI. Sullo sfondo i manifesti di Forza Italia. In primo piano, invece, quattro uomini in foto e, tra loro, con Francesco Salerno consigliere di Fi alla municipalità di Chiaia, c’è anche il presidente del collegio penale del tribunale di Napoli Nord, Giuseppe Cioffi.

La foto, che compariva su un profilo facebook fino a qualche tempo fa, risale alla convention di Fi a Ischia del 14 ottobre scorso ed è stata pubblicata da Repubblica Napoli. È esploso subito un caso, proprio nella prima giornata di campagna elettorale: lo riporta il quotidiano Il Mattino.

La vicenda

Un caso politico-giudiziario, legato al processo che, dallo scorso dicembre, è affidato al collegio presieduto da Cioffi. Il processo per concorso esterno in associazione camorristica, con imputati Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli di Luigi deputato uscente fresco di candidatura al collegio plurinominale Campania 3 per il Senato. Il magistrato che deve giudicare i fratelli del candidato di Fi, fotografato a una manifestazione dello stesso partito?

Le dichiarazioni di Cioffi

Cioffi, già giudice alla terza sezione penale del tribunale di Napoli e ora, da giudice anziano, presidente di collegio penale a Napoli Nord, si difende. Dopo un colloquio con il presidente del Tribunale Napoli Nord, Elisabetta Garzo, diffonde un comunicato ufficiale. E scrive: «Non ho mai preso parte alla convention, mi sono trovato il giorno dopo a prendere un caffè con alcuni amici presso il bar dell’albergo dove si era tenuto il meeting, con le bandiere del partito che ancora non erano state rimosse». E ancora: «La foto non dice ciò che è accaduto veramente, ma è stata estrapolata per attaccare me e la magistratura».

Le indagini

Una difesa che, per ora, sembra allontanare l’ipotesi di una volontaria astensione dal processo. Finora, con i due fratelli Cesaro collegati in videoconferenza dal carcere di Terni, nel processo si sono celebrate due udienze. La prossima è fissata a marzo, dopo che il pm della Dda napoletana, Mariella Di Mauro, ha chiesto le trascrizioni delle tantissime intercettazioni depositate. Spiega il presidente Garzo: «La legge mi affida il potere di vigilanza, dopo aver appreso la notizia. Ho visionato il comunicato del collega, per ora non ho elementi per invitarlo ad astenersi. Si vedrà nel prosieguo del processo, ma nel frattempo ho dovuto segnalare la vicenda al Csm come sono obbligata a fare». (Foto da Repubblica Napoli)

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