Cronaca

Il veliero Vespucci festeggia a casa i suoi novant’anni | Resterà a Castellammare per 12 ore

Castellammare di Stabia, il veliero Amerigo Vespucci torna a casa. La nave scuola arriva al proto il 22 settembre

Il veliero Amerigo Vespucci arriva a Castellammare di Stabia. La nave resterà per dodici ore nel porto stabiese per dodici ore: arriverà alle 8 di mercoledì 22 settembre, lì dove ha avuto il battesimo del mare, partendo per il suo primo viaggio dal cantiere navale di Castellammare il 22 febbraio del 1931.

Castellammare di Stabia, il veliero Amerigo Vespucci torna a casa

La nave scuola della Marina militare, ritenuta tra le più belle al mondo, arriva dalla vicina Vico Equense e resterà tutto il giorno attraccata alla banchina di Stabia Main port. Alle 20 l’imbarcazione ripartirà, lasciando il porto da cui manca da tre anni. Nell’ottobre 2017 vi restò per due giorni: in quella occasione in centinaia rimasero in fila per ore pur di salire a bordo. Questa volta, invece, non la si potrà visitare a causa dell’emergenza Covid.

La storia della Vespucci

L’Amerigo Vespucci è un veliero della Marina Militare costruito come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali dei ruoli normali dell’Accademia navale.  Il Vespucci fu progettato insieme al gemello Cristoforo Colombo (sebbene di dimensioni leggermente diverse) nel 1930 dall’ingegnere Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio navale e direttore dei Regi cantieri navali di Castellammare di Stabia. La nave-scuola fu varata il 22 febbraio 1931 a Castellammare di Stabia.

Partì completamente allestita il 2 luglio alla volta di Genova dove, il 15 ottobre 1931, ricevette la bandiera di combattimento nelle mani del suo primo comandante, Augusto Radicati di Marmorito. Il suo compito fu quello di affiancare la Cristoforo Colombo nell’attività di addestramento, e venne inquadrata nella Divisione Navi Scuola insieme alla Colombo e a un’altra nave minore, facendo varie crociere addestrative nel Mediterraneo e nell’Atlantico; al termine della seconda guerra mondiale, per l’effetto degli accordi internazionali, la Cristoforo Colombo dovette essere ceduta insieme ad altre unità all’URSS, quale risarcimento dei danni di guerra.

 

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