Cronaca

“Comune guidato dai Gionta”, blitz della DDA a Torre Annunziata: indagato anche il sindaco

Le mani del clan Gionta sul Comune di Torre Annunziata: sindaco indagato. Nel mirino i rapporti con Salvatore Onda, cugino di Umberto

Il clan Gionta ha messo le mani sul Comune di Torre Annunziata. L’accusa arriva dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli, che ha iscritto nel registro degli indagati anche l’attuale sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, e diversi politici. Tutti, secondo l’accusa, obbedirebbero a Salvatore Onda, 48 anni, cugino del killer ergastolano Umberto, netturbino con uno strano potere decisionale sulle scelte politiche dell’amministrazione Ascione come riportato dall’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Camorra, le mani del clan Gionta sul Comune di Torre Annunziata

I rapporti tra politici e imprenditori sarebbero stati gestiti da un netturbino della partecipata “Prima Vera” applicato all’Arpac, cugino di uno dei camorristi più sanguinari di Torre Annunziata. Ma non solo: sarebbe stato consultato dal primo cittadino anche per accedere ai fondi Pnrr, dettando la linea politica, indicando gli assessori a lui graditi e con rapporti diretti con i consiglieri regionali della lista “De Luca Presidente” con i quali si dà del tu.

I nomi

Oltre a quello di Ascione, sono emersi anche i nomi di Carmine Mocerino, attuale capogruppo regionale della lista del presidente Vincenzo De Luca che – è bene precisarlo – non risulta indagato, e di Carmine De Pascale, generale dell’esercito in pensione ed ex consigliere regionale più votato nella stessa lista del governatore, indagato per traffico di influenze illecite per una fornitura di mascherine “proposta” all’inizio emergenza Covid proprio da Onda.

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