Cultura ed Eventi

Intervista ad Arianna Porcelli Safonov: “Vi racconto la mia comicità, tra campagna e progetti per il futuro”

NAPOLI. In vista dell’appuntamento con Rìding Tristocomico in programma venerdì sera al Cinema Hart di via Crispi, L’Occhio di Napoli ha raggiunto la protagonista dello spettacolo, Arianna Porcelli Safonov. L’artista romana ha spiegato la sua concezione di comicità e le aspettative per l’immediato futuro, raccontando un po’ di sé e della sua vita. Ovviamente nel modo in cui le riesce meglio, il suo.

 

Buongiorno Arianna. Intanto, prima di entrare nel vivo dell’intervista, ci terrei a chiederti come va? Al di là del tour in cui sei attualmente impegnata, come procede la tua carriera e la tua vita a metà strada “tra mare e Milano”, come tu stessa dici.

Sì, io vivo in campagna da 3 anni, in un piccolo contesto rurale semi-abbandonato dell’appennino pavese. È un borgo in pietra con 12 abitanti. Ne racconto lo stile di vita nel libro “Fottuta Campagna”, edito da Fazi Editore, in cui tratto da più angolature tragicomiche le abitudini bio che si stanno diffondendo sempre di più oggi. Come racconto nel libro, non è facile abituarsi ai tempi di una vita rurale, ma ci sono aspetti anche molto belli. Ad esempio, ho riscoperto le stagioni. Sembra una cosa banale, ma in città quasi ci dimentichiamo di queste cose.

 

Quanto hanno inciso, nella tua formazione, le tue origini? Questa sorta di costanza nell’essere a metà strada. In questo caso, tra papà russo e mamma milanese. Senza trascurare il fatto che tu sei romana. È una componente della tua vita personale che ha inciso sulla tua capacità di adattarti e realizzarti innanzitutto al di fuori dei confini italiani oppure no?

Dunque, io sono la prima non madrelingua russa in famiglia. Nonostante ciò ci divertiamo spesso a tenere vive le tradizioni culturali della Russia. Attualmente la mia famiglia vive a Roma; in realtà sono io la viaggiatrice perché sono stata a New York, Parigi, Madrid. Credo che andare fuori dai propri confini sia utile. Qui la situazione lavorativa è complicata per molti: mi rendo conto che chi resta, dopo un po’, tende anche ad abbattersi.
Ecco, secondo me andare all’estero mi ha dato quella spinta in più. Sono tornata in Italia e ho scelto una qualità della vita più idonea, “rifugiandomi” in campagna. Ma lavoro grazie alla rete e, da quando sono tornata, ho iniziato a lavorare molto di più. Credo che approfittare della rete sia anche un punto di forza per la nuova generazione.


Arianna-Porcelli-Safonov


Nei tuoi monologhi parli spesso di contrastare il modo in cui vengono retribuiti (o meglio, non retribuiti) quelli che definisci “lavori cool”. Anche per contrastare questa tendenza, ti sei reinventata mostrando tanto coraggio. Cosa consigli ai giovani che si trovano in una situazione che hai conosciuto in prima persona?

Innanzitutto di non scendere a compromessi e avere dignità e rispetto del proprio lavoro. Purtroppo si è persa l’abitudine a rispettare la professionalità in nome di un’altra abitudine che invece porta a farsi spazio a gomitate per raggiungere i propri obiettivi.

 

Da dove nasce il “desiderio di far ridere” di cui hai più volte parlato?

Guarda, la mia proposta di intrattenimento consiste nel ridare dignità alla comicità italiana. Spesso, guardando la tv, ci accorgiamo che c’è più buffoneria che comicità. Io credo che la comicità sia una cosa seria e che abbia l’importante compito di denunciare determinate situazioni.

 

Eri già stata a Napoli in passato? Cosa pensi di questo tuo soggiorno in città?

Rìding Tristocomico è il mio primo spettacolo qui a Napoli. Sono già stata a Pozzuoli in passato e in quell’occasione fu un’esperienza straordinaria, un pubblico esagerato. Vedere che conoscevano i miei monologhi e che spesso già ridevano anche solo ascoltandone il titolo è stata una bella soddisfazione.
Ora sono contenta di questa collaborazione con Wine&TheCity che tra l’altro presenterà la sua stagione di eventi. Ho trovato un modo di lavorare preciso ed impeccabile, che abbatte tutti gli stereotipi.

 

Che aspettative hai per lo spettacolo di venerdì sera al Cinema Hart?

Intanto di arrivare viva (ride, ndr), è stata una settimana molto intensa, sempre in giro. Venerdì mi aspetto gente che conosce il mio lavoro, che magari ha letto i miei libri e che, dopo lo spettacolo, pensi: “Sì bello, ma che vita di merda”. È un po’ quello che cerco di suscitare nelle persone con la mia comicità. Perché intendo la comicità come una sorta di medicina sociale.
Ti racconto un aneddoto: l’altro giorno a Sorrento, nei pressi del Belvedere, si fermò un pullman di turisti giapponesi che, puntualmente, voltarono le spalle al panorama per spararsi il loro bel selfie. Allora lì ho pensato: “Devo andare in Giappone a fare spettacoli. Ma dico, come si fa a dare le spalle a questa meraviglia!?”.

 

Hai progetti per l’immediato futuro?

Sì, forse inizierò a scrivere il mio terzo libro. Poi a gennaio ci sarà il mio primo spettacolo, intitolato “Piaghe”, in collaborazione con un illustratore che accompagnerà i miei riding con disegni in 3D. Lo spettacolo si terrà a Roma: tratta delle piaghe sociali di oggi: selfie, centri commerciali, eccetera.
Infine, entro Natale spero sia pronto un nuovo lavoro: un cd con i miei riding musicati da Michele Staino e il trombettista Renato Cantini. È un progetto a cui tengo molto, spero sia pronto per dicembre.

 

Per ora non ci resta che aspettare l’appuntamento di venerdì sera al Cinema Hart alle ore 20.30. E soprattutto riflettere sulla concezione della comicità che Arianna Porcelli Safonov cerca di trasmettere. Una concezione, o meglio una filosofia, che è perfettamente racchiusa nel pensiero comune che i suoi spettacoli cercano di suscitare: “Sì bello, ma che vita di merda…”.

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