Cronaca

Miano, calciatore ucciso: la madre non può avere lo stipendio del figlio

MIANO. Quattro mesi fa, Raffaele Perinelli, 21enne calciatore venne ucciso da 4 coltellate in seguito ad una lite. Ad oggi la madre non ha diritto allo stipendio del figlio di 3.050 euro da parte della Turris perchè la donna non è tesserata.

Madre non può avere lo stipendio del figlio calciatore morto perchè non è tesserata

Raffaele Perinelli, 21 anni, aveva un sogno:  fare carriera nel mondo del calcio. Purtroppo questo sogno è stato stroncato quattro mesi fa, quando in seguito ad una lite, Alfredo lo uccise con quattro coltellate. Subito dopo confessò il reato dicendo “Ho distrutto due vite, la sua vita e la mia”.

Dopo la sua morte, la mamma di Raffaele, Adelaide Porzio, ha chiesto il pagamento di 3.050 euro da parte della Turris non versati al termine della stagione 2016-2017. La commissione accordi economici aveva accolto la richiesta di Perinelli 20 giorni prima dell’omicidio ma la società l’aveva impugnata, chiedendo poi “l’archiviazione del giudizio” in seguito alla morte del suo ex giocatore. La madre non avrebbe diritto a quei 3mila euro perchè non risulta tesserata per la Federcalcio.


raffaele perinelli


La triste conclusione

In realtà, “l’erede di un tesserato deceduto, in quanto non tesserato, non ha legittimazione innanzi alla giurisdizione endofederale per far valere il diritto del de cuius in quanto quest’ultimo titolato.

Alla madre del giovane deceduto non resta che far valere le proprie ragioni in sede ordinaria.

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