Cronaca

Napoli, pronto soccorso del Santobono intitolato a Sergio de Simone, cavia umana dei nazisti

Questa mattina la cerimonia di intitolazione

Il pronto soccorso pediatrico del Santobono di Napoli è stato intitolato Sergio De Simone, bimbo napoletano cavia dei nazisti morto a soli 7 anni dopo essere stato sottoposto alle sperimentazioni mediche di Kurt Heissmeyer nel campo di concentramento di Neuengamme. Sergio, originario del quartiere Vomero, fu l’unico bambino italiano dei 20 selezionati come cavie umane, tutti tra i 5 e i 12 anni.

Pronto soccorso del Santobono intitolato a Sergio De Simone

La cerimonia di intitolazione, non distante dalla casa natale di Sergio De Simone, si è svolta questa mattina alla presenza del fratello, Mario De Simone, del direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santobono-Pausilipon Rodolfo Conenna e del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, con gli interventi del rabbino di Napoli Ariel Finzi, dell’imam Abdallah Cozzolino, segretario generale della Confederazione islamica italiana, e del maestro della comunità buddista Massimo Taiku Rossi. Quando ho appreso la storia di mio fratello – ha raccontato Mario De Simoneio e mia moglie abbiamo immediatamente preso la decisione che questa non poteva rimanere nella nostra famiglia, doveva essere divulgata. Questa scelta sta dando i suoi frutti e questa intitolazione mi fa capire che abbiamo fatto bene a raccontare la storia di Sergio. Proprio in luoghi come questo si deve ricordare dove può arrivare la cattiva interpretazione del lavoro medico per fini politici“.

Il commento del presidente De Luca

Sergio De Simone, ha detto De Luca, “è un piccolo martire che deve ricordare, in questo luogo di cura e di umanità, la battaglia per difendere i valori umani fondamentali. Abbiamo una società nella quale registriamo una pulsione verso atti di violenza di intolleranza anche nei più giovani e giovanissimi, a volte vediamo episodi di aggressione di bambini ad altri bambini magari disabili. Dobbiamo fare in modo che a partire dalle famiglie la memoria di queste tragedie non vada perduta. Riconfermiamo oggi, dopo il 25 aprile, il nostro impegno a difesa dei valori di umanità contro ogni forma di barbarie“.

(Fonte: Il Mattino)

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