Cronaca

Soccavo, uccide il figlio disabile e ferisce l’altro nel sonno: “Non ce la facevo più”

Tragedia familiare a Soccavo dove ieri mattina, 30 agosto, l’88enne Giuseppe Pecora – ex dipendente portuale incensurato, ha ucciso il figlio e ha ferito l’altro nel sonno. L’uomo ha esploso quattro colpi di arma da fuoco contro i suoi due figli, entrambi gravemente invalidi.

Soccavo, padre uccide figlio disabile

La tragedia si è consumata all’alba in un appartamento di via Nicolò Garzilli. L’uomo voleva chiudere il lungo calvario che lo lega ai due figli disabili: impugna una pistola 357 Magnum e spara alla testa il secondogenito Ivan, 47enne, che muore sul colpo. Subito dopo punta la canna dell’arma verso il primo figlio, Francesco, 51enne, ferendolo ad un braccio.

L’88enne risparmia solo la moglie 77enne. Sul posto arriva la polizia. Negli uffici del commissariato San Paolo Giuseppe Pecora si giustifica dicendo: «Non ce la facevo più a sopportare questa situazione – dichiara con lo sguardo perso nel vuoto – Ero disperato».

L’isolamento in casa

«Erano disabili da sempre – racconta un’assistente sociale – tanto che i genitori se ne erano presi cura per anni, fino a quando sono diventati adulti e ancora bisognosi di assistenza. Fino a un paio di anni fa i due fratelli frequentavano un centro diurno, dove oltre alla riabilitazione facevano socializzazione, pranzavano e svolgevano tante attività insieme agli altri utenti».

«I due ragazzi non sono più venuti da un giorno all’altro – continua l’operatrice – e la famiglia ci ha spiegato che non volevano fossero più presi in carico dal Comune, rifiutando finanche l’assistenza domiciliare. Da allora, ossia da oltre due anni, si sono chiusi in un isolamento volontario in casa, senza che se ne avessero più notizie».

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