Politica

Si oppose al racket, ora apre un nuovo salone a Sorrento

SORRENTO. Qualche tempo fa la storia di Salvatore Castelluccio era rimbalzata tra le pagine di diversi giornali locali. Il parrucchiere che dovette chiudere il proprio salone al centro di Napoli per essersi opposto al racket. Ora quello straordinario gesto di coraggio trova la sua giusta ricompensa. Salvatore Castelluccio è pronto a ripartire con la sua attività, questa volta da Sorrento.

 

«La criminalità non paga»

 

Entusiasta della “nuova vita” del parrucchiere che si ribellò al racket anche il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, che ha detto: «La notizia che Salvatore Castelluccio, il parrucchiere di largo Ecce Homo costretto a chiudere dopo aver denunciato i suoi estorsori, riprende la sua attività a Sorrento è da accogliere con immensa felicità. A Salvatore auguro tanta fortuna e spero di trovare tante persone che lo hanno sostenuto domenica 3 dicembre alle 17.30 in via degli Aranci, 18 sede del suo nuovo salone. E’ rimasto vittima dell’indifferenza degli abitanti del suo quartiere e di buona parte delle istituzioni, dopo aver affrontato con coraggio i suoi estorsori, denunciandoli e facendoli arrestare».

«Questa vicenda – continua il consigliere – ha fatto scattare un campanello d’allarme fortissimo sulla tenuta della rete civica e sociale nella nostra città. Un segnale assolutamente negativo. Non può e non deve passare il principio che chi compie il proprio dovere di cittadino denunciando il malaffare e la malavita organizzata resta da solo ad risolvere i problemi. Voglio ricordare a questo proposito il contributo dei tanti militanti dei Verdi, dei dipendenti dell’Eav e dei cittadini che hanno sostenuto la nostra battaglia con Salvatore raccogliendo fondi o, semplicemente, testimoniando il loro apprezzamento per il coraggio avuto. Ci sono state però clamorose assenze, a partire dalle organizzazioni che dovrebbero sostenere i commercianti che denunciano il racket, la cui inerzia va sanzionata e ne vanno comprese a fondo le motivazioni. E’ quello che faremo per dimostrare che il crimine a Napoli non paga».

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