Economia

Sconto Rca auto: “Ecco perché non vale a Napoli”

NAPOLI. Riportiamo di seguito una lettera del presidente Aci Napoli pubblicata dal quotidiano Il Mattino sul mancato sconto dell’Rca auto a Napoli.

Rca auto, lo sconto non vale a Napoli

In ogni indagine trimestrale dell’Ivass sui costi della RC Auto, Napoli si distingue per essere sempre la provincia più cara d’Italia. Tendenza, questa, confermata anche nell’ultimo rapporto da cui si rileva che, nel periodo ottobre-dicembre 2017, il premio medio della polizza obbligatoria per la responsabilità civile auto, nella nostra provincia, è stato pari a 623 euro. Un importo in leggera diminuzione rispetto all’analogo trimestre dell’anno precedente (-0,9%), ma, comunque, più del doppio in confronto alla tariffa meno costosa d’Italia (Oristano con 295 euro). Il premio medio nazionale, invece, si è attestato a quota 417 euro (-0,8%). Si tratta di una sperequazione enorme, nonostante Napoli risulti, dopo Caserta, la provincia avente il maggior tasso di contratti con scatole nere. Ben il 53,3% delle garanzie RCA stipulate nel quarto trimestre 2017 prevede l’installazione di questo dispositivo a bordo dei veicoli. Una soluzione fortemente ricercata dagli assicurati partenopei per fruire di sconti volti a contenere gli elevati costi della polizza che, comunque, continuano ad essere i più elevati nel Paese.

Per fronteggiare questa disuguaglianza territoriale, più volte si è tentato in sede parlamentare di intervenire con leggi mirate a tutelare i soggetti virtuosi, quelli, cioè, che non commettono incidenti, anche se residenti in province con una frequenza maggiore di sinistri. L’ultimo tentativo, in ordine temporale, è stata la proposta, avanzata da parlamentari napoletani appartenenti a forze di diverso orientamento politico, di introdurre, nell’ambito della Legge sulla Concorrenza, un criterio più equo al fine di premiare, allo stesso modo, tutti gli assicurati virtuosi, indipendentemente dalla loro provincia di residenza. In pratica, si imponeva alle compagnie, in presenza di determinate condizioni (scatola nera e assenza di sinistri per un periodo di almeno 5 anni), di applicare ai residenti nelle regioni con un elevato costo medio della polizza RCA, sconti tali da garantire un’equiparazione delle tariffe rispetto a quelle dove si paga di meno. La proposta, inizialmente approvata alla Camera, è stata poi bocciata in Senato dove, invece, hanno prevalso disposizioni che prevedono generiche e non meglio quantificate riduzioni sui premi delle polizze, le cui modalità di applicazione sono state demandate all’Ivass in un apposito regolamento da definire. 
Proprio in questi giorni l’Istituto che vigila sul settore ha, finalmente, pubblicato il testo definitivo dei criteri per la determinazione delle due tipologie di sconti «significativi» imposti dalla Legge sulla Concorrenza. La prima si applica quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni: ispezione preventiva del veicolo, installazione di una scatola nera o dell’alcolock. La seconda, aggiuntiva, riguarda gli assicurati che, negli ultimi 4 anni, non hanno commesso sinistri, risiedono nelle province a maggior tassi di sinistrosità e con premio medio più elevato, purché installino meccanismi elettronici registranti l’attività del veicolo.

Come volevasi dimostrare il regolamento emanato dall’Ivass si mostra piuttosto evanescente come del resto è la stessa legge. Per sconto «significativo», infatti, si intende, in sostanza, la riduzione sinora applicata dalle società assicuratrici sui contratti con scatola nera o con dispositivi similari. In particolare, il comma 3 dell’articolo 6 del regolamento afferma che «la percentuale di sconto è calcolata dall’impresa in linea con la diminuzione percentuale media dei premi puri registrata negli ultimi tre anni tra coloro che hanno stipulato contratti con o senza i meccanismi elettronici di cui al comma 1 (ovvero scatola nera alcolock). Analogo criterio definisce pure la seconda tipologia di sconto obbligatorio, quella relativa agli assicurati virtuosi residenti nelle province a maggior tasso di sinistrosità indicate in un apposito elenco: sono 29 in tutto, di cui 16 del Sud (per la cronaca, in Campania è esclusa solo Avellino). L’articolo 9, comma 3, così recita: «lo sconto percentuale aggiuntivo da praticare in ciascuna provincia individuata nell’Allegato 1 è in linea con la differenza percentuale media, se positiva, rilevata tra ciascun premio puro riferito agli ultimi tre anni e registrato nelle province di cui all’Allegato 1 e il premio puro riferito agli ultimi tre anni e registrato nel complesso delle province non elencate». In altri termini, sono serviti più di 900 giorni per approvare la Legge sulla Concorrenza, sei mesi per definire il regolamento, per giungere alla conclusione che le compagnie sono autorizzate a continuare ad operare così come hanno sempre fatto. A queste condizioni, dunque, la riduzione del gap tariffario a livello territoriale auspicato dalla stessa Legge, difficilmente potrà essere colmato. Ci auguriamo, pertanto, che il nuovo Parlamento voglia, definitivamente, affrontare la questione in chiave più «egualitaria». Intanto il calvario per gli assicurati meridionali, e per quelli di Napoli in particolare, è destinato a continuare.

* Presidente Aci Napoli

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