Cronaca

Vaccini in farmacia, il primo giorno è un disastro: bloccate le registrazioni in Campania

Il primo giorno dei vaccini anti Covid in farmacia in Campania è stato un disastro. Problemi con le credenziali per registrarsi: che cosa è successo

Il primo giorno dei vaccini anti Covid in farmacia in Campania è stato un disastro. Le dosi del vaccino J&J sono state distribuite, ma sono bloccate le registrazioni delle farmacie sul portale regionale Soresa. Molti utenti hanno segnalato problemi che riguardano le credenziali con le quali registrarsi. Mentre la logistica messa in piedi da Federfarma, invece, ha funzionato.

Vaccini in farmacia: bloccate le registrazioni in Campania

A Napoli questa mattina, come scrive anche Fanpage, si sono fatte già le prime somministrazioni, ma solo nelle poche farmacie che sono riuscite ad accreditarsi già nella giornata di ieri. Mentre molte altre pur avendo ricevuto le dosi non possono partire fino a quando la Regione Campania non le avrà registrate.

Solo una decina di farmacie

Le vaccinazioni anti-Covi19 in farmacia avvengono con il vaccino Janssen di Johnson&Johnson monodose riservato alle persone tra i 18 e i 59 anni. Sono circa 150 le farmacie del primo gruppo che dovevano essere coinvolte da oggi con le somministrazioni oggi, lunedì 7 giugno 2021, in tutta la provincia di Napoli, su un totale di 400 farmacie che hanno dato la propria disponibilità, distribuite nelle tre Asl napoletane. Ma in realtà solo una decina è riuscita a partire.

Come funziona il vaccino di Johnson & Johnson

Una volta somministrato con la vaccinazione, l’adenovirus modificato penetra nel nucleo delle cellule dove fornisce il codice genetico per produrre la proteina Spike di SARS-CoV-2. Le cellule T del sistema immunitario riconoscono lo stimolo della proteina Spike e attivano la risposta immunitaria e la produzione di anticorpi specifici contro il virus.

Con la vaccinazione vengono inoltre prodotte cellule dotate di memoria difensiva contro la proteina Spike: se il vaccinato in futuro dovesse entrare in contatto con il virus, il suo sistema immunitario ne avrà memoria, lo riconoscerà e si attiverà per combatterlo, impedendo alle proteine Spike l’ingresso all’interno delle cellule.

Con il vaccino si introduce nelle cellule dell’organismo solo l’informazione genetica necessaria per costruire copie della proteina Spike. L’adenovirus è stato reso incapace di replicarsi e dunque non può diffondersi nell’organismo dei vaccinati.  Dopo la somministrazione l’informazione genetica viene degradata ed eliminata.

A differenza degli altri tre vaccini al momento disponibili (Pfizer-BioNTech, Moderna e Vaxzevria/AstraZeneca), il vaccino Janssen viene somministrato in una sola iniezione, nel muscolo della parte superiore del braccio.

Gli studi clinici

L’efficacia, la sicurezza e la capacità del vaccino di indurre una risposta immunitaria (immunogenicità) sono stati valutati con un trial clinico multicentrico di fase III, controllato con placebo. Lo studio Ensemble, tuttora in corso, è stato condotto negli Stati Uniti, in Sudafrica e nei Paesi del Sud America e ha coinvolto 44.325 persone. Di queste 21.895 hanno ricevuto il vaccino, mentre 21.888 hanno ricevuto il placebo.

Sul totale dei partecipanti, l’efficacia del vaccino è stata valutata su un campione di 39.321 individui (di cui 19.630 hanno ricevuto il vaccino e 19.691 il placebo). Tra i partecipanti che hanno ricevuto il vaccino, il 44% era di sesso femminile e l’età media era di 51 anni (con circa l’80% tra i 18 e i 64 anni e il restante 20% circa oltre i 65 anni). Complessivamente, il 39,9% presentava almeno una patologia preesistente associata a un rischio aumentato di sviluppare una forma grave di COVID-19: obesità (definita come Indice di massa corporea, IMC≥30), ipertensione, diabete di tipo 2, infezione da HIV, cardiopatie gravi, asma.

L’efficacia del vaccino Janssen

Lo studio ha mostrato un’efficacia del 66,9% nel prevenire lo sviluppo di COVID-19 da moderata a grave/critica negli adulti sopra 18 anni di età (inclusi i soggetti di età ≥60 anni) 14 giorni dopo la vaccinazione, e del 66,1% trascorsi 28 giorni dalla vaccinazione. L’efficacia nel prevenire le sole forme più gravi di malattia arriva al 76,7% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all’85,4% dopo 28 giorni. L’efficacia del vaccino è stata simile nei vari gruppi analizzati in base a età, presenza di comorbidità, sesso ed etnia.

Nel gruppo di vaccinati non sono stati riportati ricoveri correlati alla malattia 28 o più giorni dopo la vaccinazione, mentre nel gruppo placebo si sono verificati 16 ricoveri correlati a COVID-19. Inoltre, non sono stati riportati decessi correlati a COVID-19 nel gruppo che ha ricevuto il vaccino, mentre ne sono stati riportati nel gruppo placebo.

La sicurezza e l’efficacia del vaccino Johnson & Johnson continueranno a essere monitorate attraverso il sistema di farmacovigilanza europeo e ulteriori studi condotti dall’azienda e dalle autorità europee.


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