Cronaca

Festa scudetto a Napoli, tutti i festeggiamenti dopo il triplice fischio

Festa scudetto a Napoli. Dopo settimane di preparativi, al triplice fischio della gara contro l’Udinese sono iniziati i festeggiamenti da parte di tutti i napoletani. Con la gioia e l’eccitazione in questa serata, giovedì 4 maggio, non sono mancati i disagi e i feriti.

Napoli, festa scudetto | TUTTI I FESTEGGIAMENTI

La gara contro l’Udinese è finita sull’1-1 consegnando al Napoli il matematico terzo scudetto tanto atteso. Dopo l’attesa di un’altra settimana, segnata dal prolungamento della festa scudetto, i napoletani hanno iniziato con i festeggiamenti già al triplice fischio.

Non sono mancati i disagi alla circolazione e i feriti in questo giovedì sera.

Fuochi d’artificio, botti e fumogeni

Fuochi d’artificio, botti, fumogeni, clacson e trombette: Napoli è in delirio da gol che ha decretato lo scudetto (quello del pareggio. Lo stadio Maradona, dove cinquantamila tifosi si sono riuniti per guardare il match sui maxi-schermi è letteralmente esploso: un’enorme urlo si è sentito “siamo noi, siamo noi i campioni d’Italia”. L’esultanza, gli abbracci e poi le fontane di fuochi d’artificio a bordocampo.

Al centro, però, già si registra il caos. Off limits alle auto e centro presidiato dalle forze della Polizia a partire dai Quartieri Spagnoli. “Una giornata storica, grazie Napoli”, dice una tifosa piangendo.

A Udine invece, i 12mila tifosi che hanno seguito la squadra hanno letteralmente invaso il campo esultando con cori e bandiere al vento.

Al fischio finale esplode la festa anche al Rione Sanità per il Napoli campione. Fuochi d’artificio ed entusiasmo nel cuore della città. In piazza del Plebiscito fuochi e abbracci per il terzo Scudetto della storia degli azzurri. In tutta la città caroselli di auto coi tifosi, gente in strada, tripudio di trombette, bandiere, sciarpe e cori. Tra le curiosità ecco spuntare un Osimhen di cartone sulle auto tra lo stupore dei presenti.

Tifosi portano a casa bandierine e zolle di terra

Dopo l’invasione di campo da parte dei tifosi che hanno seguito la propria squadra a Udine, c’è chi ha pensato di portarsi a casa dei cimeli per ricordare l’impresa dei giocatori. I tifosi hanno dunque tolto le bandierine che regolano il calcio d’angolo dal rettangolo di gioco e delle zolle di terra e messe in delle buste come appunto cimeli per questa storica partita.

Le parole del Presidente

“È il coronamento di una aspettativa che durava da 33 anni; quando sono arrivato ho detto. Ci vorranno dieci anni per arrivare in Europa. Altri dieci per vincere lo scudetto” e anche questa rispettata. Adesso manca la Champions.

Scontri tra tifosi

E come si può ben immaginare non sono mancati i disagi. L’invasione di campo allo stadio Dacia Arena di Udine doveva essere una festa e invece si è trasformato in un ennesimo episodio di violenza. Sembra che alcuni tifosi di entrambe le squadre si siano scontrati tra di loro. Un fumogeno ha creato poi il fuggi fuggi generale con i poliziotti che sono immediatamente entrati in campo. Dai video si nota come alcuni tifosi locali siano andati incontro ai partenopei che avevano fatto un’invasione pacifica. Sarebbero due i feriti napoletani: uno avrebbe riportato un trauma crnico, l’altro una frattura ad una gamba.

Le parole di Spalletti

“La felicità è fugace ma ora dobbiamo ripartire. Vedere i partenopei sorridere è la più grande emozione. Il problema era arrivare qui, abbiamo avuto una città sul collo. Molte persone penseranno a questo momento qui. Queste persone hanno diritto di gioire. Adesso abbiamo concesso questa felicità. Sono arrivato a Napoli per vincere e hanno visto giocare Maradona e qui c’è anche la sua protezione. Dedico lo scudetto ai calciatori, Napoli è per te, alla famiglia, a mio fratello Marcello”.

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Alessia Benincasa

Alessia Benincasa, giornalista del network L'Occhio, è esperta in cronaca nera, politica e inchieste.

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