Cronaca

Grumo Nevano, ha confessato il killer di Rosa Alfieri ma nega violenze sessuali

Il killer di Rosa Alfieri, la ragazza uccisa nell'abitazione di Grumo Nevano nella giornata di martedì 1 febbraio, confessa l'omicidio

Il killer di Rosa Alfieri, la ragazza uccisa nell’abitazione di Grumo Nevano nella giornata di martedì 1 febbraio, confessa l’omicidio ma nega le violenze sessuali. La vittima aveva urlato ma i vicini non l’hanno sentita.

Grumo Nevano, il killer confessa omicidio di Rosa Alfieri

Ha confessato Elpidio D’Ambra, il 31enne fermato per l’omicidio di Rosa Alfieri. D’Ambra ha però negato di aver compiuto violenze sessuali sulla donna. La giovane è stata trovata strangolata nell’appartamento di proprietà del padre della vittima che lo aveva dato in affitto all’uomo.

La confessione

Ascoltato dagli investigatori del commissariato di Polizia di Bagnoli, dove è stato condotto subito dopo essere stato bloccato dai poliziotti, ha confessato davanti al sostituto procuratore di Napoli Nord e al dirigente.

L’arresto del killer

D’Ambra si era recato in ospedale a causa di un malore dopo che aveva girovagato dal momento in cui aveva lasciato il luogo del delitto. I carabinieri hanno accertato che l’uomo era tornato da qualche mese dalla Spagna, dove si era trasferito alcuni anni fa dopo la morte del padre. Anche lì aveva avuto qualche problema con la giustizia. A  Grumo Nevano invece lo conoscevano in pochi: due settimane fa aveva deciso di affittare il piccolo appartamento nel palazzo dove viveva Rosa, invece di alloggiare dalla madre, che vive a poca distanza. L’uomo si arrangiava con lavori saltuari come manovale e pittore.

La dinamica dell’omicidio

Sembra la 23enne sia stata attirata dal vicino nella sua abitazione al pianterreno, non si sa che con una scusa o con la forza. Una volta dentro D’Ambra potrebbe aver tentato di abusare della giovane e al rifiuto della ragazza l’avrebbe strangolata. Sembra inoltre che la ragazza abbia urlato e così l’uomo le ha messo uno straccio in bocca. Pochi comunque gli elementi certi in una vicenda in cui non sembrano esserci testimoni: si attende dunque l’autopsia per dare certezze ad un quadro pieno di ombre.

La testimonianza della cugina della vittima

La cugina della vittima ai giornalisti: “Ha tentato di stuprarla, almeno per quello che so ora, poi dopo l’autopsia saranno accertate le informazioni. So che sono stati trovati dei graffi sul viso o sul collo di mia cugina che sarà stata lei stessa a farsi tentandosi di difendersi. Io so che è stata strangolata con un foulard o una sciarpa e lei avrà provato a toglierla”.

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