Cronaca

La terra trema a Pozzuoli, il terremoto del 4 settembre 1983

POZZUOLI. 4 settembre 1983. Una data scolpita ancora oggi nella memoria di molti puteolani nonostante siano passati 35 lunghissimi anni. È una domenica di fine estate, soleggiata e calda, come ricorda il quotidiano Il Mattino.

Pozzuoli, terremoto 4 settembre 1983

Ore 13 e 32. Dopo uno sciame di scosse, in quella giornata se ne registrarono 60, prima un boato e poi un sisma fortissimo: quinto grado della scala Mercalli.

Un terremoto che terrorizzò tutti i Campi Flegrei e la vicina Napoli. Il caos e il panico presero il sopravvento sulla ragione. Telefoni e rete elettrica in tilt. Una frana si verificò sotto il Monte Sant’Angelo, palazzi lesionati e la rabbia della gente che devasterà la sede della Protezione Civile dell’epoca.

Per le strade, sul litorale domitio e nella zona centrale del cimitero si innalzarono le prime tendopoli e in un campeggio a Licola furono sistemate 50 roulottes che, poi, diventarono alla fine 150. Circa tremila famiglie, invece, lasciarono la città con le proprie auto verso destinazioni di fortuna lontano dalla loro terra diventata un incubo.

Molti pazienti dell’ospedale civile, situato nei pressi della Solfatara, furono trasportati all’esterno, in condizioni di piena emergenza. Fu disposto nella serata anche il trasferimento delle detenute del carcere femminile di Pozzuoli verso quello di Poggioreale.

Il giorno seguente, lunedì 5 settembre 1983, Il Mattino titolò “Fuggono da Pozzuoli che trema” (nella foto) con i servizi dei colleghi dell’epoca Giulio Avati, Pietro Funaro, Eze Guardascione, Franco Mancusi e Michele Rinnovato.

Ad aprile del 1983 ci fu la ripresa del bradisismo. La caldera saliva 3 millimetri al giorno, diventeranno un metro e 75 centimetri fino al 1985.

Quattro giorni dopo la scossa del 4 settembre il Ministro Enzo Scotti firmò l’ordinanza per finanziare la costruzione dei primi alloggi a Monterusciello. Una zona invasa da canneti e alberi. Mentre, gli sfollati vennero sistemati anche nelle case vacanza del litorale flegreo-domitio.

Pozzuoli, terremoto 4 ottobre 1983

Ma il 4 ottobre del 1983 Pozzuoli fu svegliata da un’altra violentissima scossa. Più forte di quella registrata esattamente un mese prima. Ore 8 e 10, ancora un boato e poi il terremoto. Settimo grado della scala Mercalli.

L’epicentro sarà localizzato nei pressi della Solfatara e produrrà danni e panico senza precedenti con un’area di avvertibilità che risulterà alla fine avere un raggio di 30 chilometri. Questo sarà il sisma con il quale si dimostrerà che il livello di rischio non garantiva più l’incolumità della gente.

Ed è da questa data che inizierà la seconda “diaspora”, dopo quella del 1970 della roccaforte del rione Terra, di oltre 30mila puteolani. L’attività tellurica, registrò in alcuni casi anche 500 scosse al giorno e in totale 10mila sismi di diversa entità.

Due le aree interessate. La prima tra il porto e la Solfatara e l’altra più debole nel golfo di Pozzuoli. Ma la crisi più forte si manifesterà tra aprile e marzo del 1984 con vari terremoti di magnitudo 4 e uno sciame sismico di 600 eventi in 6 ore nella notte del 1 aprile quando tra la gente serpeggia la paura che lo scenario dell’eruzione del Monte Nuovo potesse ripetersi.

Poi, all’inizio del 1985 la terra tornerà ad abbassarsi pian piano riportando il tutto lentamente alla normalità. Ma la ferita nella memoria dei puteolani da quei giorni rimarrà per sempre aperta.

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