Cronaca

13enne accoltellato a via Foria: la vicenda spiegata da un fioraio

NAPOLI. A raccontare nel dettaglio la vicenda del 13enne accoltellato in via Foria ci pensa un fioraio che conosce molto bene la vittima. Non a caso, ricevuta la coltellata, il ragazzino si è subito rifugiato da lui: «All’improvviso me lo sono visto davanti sanguinante e in lacrime. Piangeva e gridava: Zio mi ha accoltellato, mi ha accoltellato, gli ho detto di mettere via il coltello, ma lui ha continuato a colpire.»

Visto il sangue sulla schiena della vittima, il fioraio ha subito contattato la madre, che si è precipitata sul posto. In stato confusionale, ha subito chiesto di chiamare la polizia. Thailandese, trapiantata in Italia da 15 anni, «ha chiaro il concetto di legalità – prosegue il commerciante – diversamente da molti altri in questa città.»

Al fioraio è arrivata dal piccolo la prima ricostruzione dei fatti: «Quando mi sono allontanato dalla scuola, quel ragazzino ha cominciato a tallonarmi, lo conosco perché fa spesso il gradasso davanti alla scuola anche se è più piccolo di me. Io gli ho detto “Non ti ho fatto niente, che vuoi?”» Ecco, a questo punto, fuoriuscire un coltello a serramanico: il 13enne ha provato a convincere l’aggressore a parlare, ma poco dopo è stato colpito alla schiena. Fortunatamente, è riuscito a scappare.

Una storia agghiacciante, se si pensa che l’aggressore ha appena undici anni. Dalla storia del ragazzo, è facile capire perché sia stato preda dei bulli: figlio di una thailandese e di un italiano trasferitosi a Londra per fare il disc-jockey, il tredicenne ha vissuto col padre in Inghilterra fino a pochi mesi fa. Parla perfettamente l’inglese e l’italiano, è un ragazzo a modo, educato e gentile: in pratica, perfetto da prendere in giro per quei ragazzi prepotenti e con la volontà di sopraffazione.

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