Cronaca

Napoli, lucravano sui decessi: il clan Contini comanda in Ospedale

L’inchiesta della Procura di Napoli sull’Alleanza di Secondigliano – che oggi ha portato a un maxi blitz interforze in tutta Italia – ha fatto emergere circostanze scioccanti riguardo il lucro sui decessi del clan Contini presso l’Ospedale San Giovanni Bosco.

500 euro per portare via il defunto

Pare, infatti, che chi necessitava di riavere quanto prima la salma del proprio congiunto deceduto, non poteva fare altre che rivolgersi agli uomini del clan. Versando la somma di 500 euro, ovviamente a nero.

La camorra aveva modo così di falsificare i documento, facendo credere che il morto in realtà era vivo e poteva persino essere dimesso. A questo punto, i congiunti potevano portarlo a casa con l’ambulanza.

Sull’incresciosa vicenda, dichiara su Facebook il ministro Grillo: «Sappiamo, attraverso un’interlocuzione che ho avuto con il sottosegretario al ministero dell’Interno Carlo Sibilia, che domani ci sarà la convocazione del comitato – e proseguendo – la camorra aveva fatto dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli una sua base logistica. Ora basta: la camorra non può tenere in ostaggio la sanità campana. Servono decisioni coraggiose e lo Stato farà la sua parte, perché non c’è salute senza legalità».

Dopo le formiche, un’altra gatta da pelare per l’Ospedale napoletano. Degna di nota è anche la posizione di un avvocato penalista, nel mirino degli inquirenti per aver avuto una interlocuzione tra il boss Edoardo Contini, detenuto al 41bis, e gli affiliati di alto rango dell’omonimo clan.

Antonio Bassano

Giornalista pubblicista dal 2017, ma anche eterno appassionato di lotta, pittura, street photography e del mondo otaku. Cresciuto giornalisticamente grazie al quotidiano L'Occhio di Francesco Piccolo, Antonio Bassano ha un approccio alla professione letterario semplice e spontaneo, nonché orientato a mettere a nudo la notizia senza commistioni o forzature.

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