Cronaca

Napoli, il dramma di Luca: muore a 15 anni dopo aver mangiato il sushi | Indagato ristoratore

Aperta una indagine per omicidio colposo

Dramma a Napoli, dove un ragazzo di soli 15 anni, Luca Piscopo, è morto dopo aver mangiato il sushi con alcuni  amici. Le sue condizioni di salute sono peggiorate di ora in ora. Era lo scorso 23 novembre, il giorno dell’ultimo pranzo in un ristorante del Vomero, poi il dramma. Il cuore di Luca ha smesso di battere lo scorso 2 dicembre.


Luca muore a 15 anni dopo aver mangiato il sushi: cos’è l’Anisakis, il parassita killer del pesce


Napoli, ragazzo morto dopo aver mangiato il sushi

Uno studente modello iscritto al liceo Pansini e tifosissimo del Napoli. Un dramma, che come riporta anche l’odierna edizione de Il Mattino, ha gettato nello sconforto non solo la famiglia ma anche l’intera comunità. Era conosciuto e benvoluto da tutti.

Le indagini

Intanto, proseguono le indagini da parte della Procura. Nel mirino, è finito il ristoratore. Aperta una indagine per omicidio colposo.

Luca morto dopo aver mangiato sushi: cos’è il parassita Anisakis

L’anisakidosi o anisakiasi è un’infezione parassitaria del tratto gastrointestinale causata dall’ingestione di pesce crudo o non sufficientemente cotto contenente le larve di parassiti (nematodi) appartenenti alla famiglia Anisakidae (che include i generi AnisakisPseudoterranova e Contracaecum).


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I parassiti si mantengono nell’ambiente marino attraverso un ciclo che coinvolge i mammiferi marini (balene, foche, delfini) i quali, nel ruolo di ospiti definitivi, ospitano i parassiti adulti nel loro intestino e nello stomaco. Attraverso le feci, i mammiferi marini rilasciano le uova, che dopo la schiusa vengono ingerite dai primi ospiti intermedi, piccoli crostacei che formano il cosiddetto krill, dove si sviluppa la larva di I stadio (L1). Il krill a sua volta viene mangiato da un secondo ospite intermedio, che è un pesce o un mollusco, nel quale le larve passano al II e III stadio larvale (L2 e L3). Quando un pesce o mollusco infetto viene mangiato da un mammifero marino, la larva, nello stomaco e nell’intestino diventa verme adulto e chiude il ciclo di riproduzione. Nei pesci di interesse commerciale sono quindi presenti le larve del parassita.

Come si fa a capire se ho l’anisakis?

La parassitosi da anisakis e i suoi sintomi si possono manifestare a partire da poche ore dopo aver mangiato il pesce crudo, con nausea, forte dolore addominale e vomito. In seguito, si possono verificare febbre, diarrea e ulcerazioni. Anche le reazioni allergiche, come detto, non sono da escludere.


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Come eliminare l’anisakis dal corpo?

L’unica possibile terapia risolutiva dell’anisakidosi consiste nella rimozione del parassita dall’organismo, mediante endoscopia (cioè attraverso la gastroscopia) o attraverso un intervento chirurgico: la rimozione fisica del parassita è l’unico metodo sicuro per alleviare il dolore e per eliminare la causa del dolore.

A quale temperatura muore l’Anisakis?

Il trattamento a caldo con temperature di circa 70/80 °C per 3/8 ore, è in grado di assicurare la morte delle larve di Anisakis. Invece l’affumicatura a freddo con temperature di circa 20/25 °C per tempi che vanno da molte ore ad alcuni giorni, risulta insufficiente a devitalizzare le larve.

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